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Manuale di bordo N. 02ManovreSicurezza

Due motori e niente timone: come si gira la barca sul posto?


Con due motori in linea d’asse il timone in porto quasi non serve: uno avanti e uno indietro e la barca gira sul posto. Come, quando e gli errori.

Di
Latitudine 40
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10 minuti
Comando elettronico di una barca a motore su una plancia chiara: due leve, la sinistra spinta avanti e la destra tirata indietro, con una mano sulla leva destra.
Una leva avanti e l’altra indietro: la barca gira sul posto. Immagine generata con IA.
In questo articolo 12 capitoli
  1. In breve
  2. Perché ne parliamo
  3. Come gira una barca con due motori?
  4. Perché in linea d’asse il timone in porto non serve?
  5. Come si fa l’ormeggio di poppa con due motori?
  6. Cosa cambia col vento?
  7. Quali sono gli errori più comuni?
  8. E con i piedi poppieri?
  9. Il trucco di Nando
  10. La lista da salvare
  11. Ogni quanto
  12. Domande frequenti

In breve

  • Uno avanti e uno indietro: la barca gira sul posto, con la prua dalla parte del motore che va indietro. Un motore solo avanti: la prua va dall’altra parte.
  • Il timone, in linea d’asse, in porto è quasi inutile. Si manovra a impulsi: innesti, conti due secondi, disinnesti, e la barca continua a ruotare da sola.
  • Tre errori: scordarsi il vento, dare troppo gas, lasciare il timone girato. Coi piedi poppieri vale un’altra regola: lì il timone aiuta moltissimo.

Perché ne parliamo

Il Manuale «Due motori, zero timone» è uscito la prima volta ad agosto come carosello, e a ottobre lo abbiamo rifatto in video, con le risposte che papà ci ha dato per iscritto e a voce. Quel video era troppo breve per tutto quello che c’è da dire, e noi sappiamo che chi ha due motori spesso continua a usare il timone in porto per abitudine. Qui il ragionamento è per intero: perché funziona, come si fa, cosa cambia col vento e dove smette di valere.

Come gira una barca con due motori?

Partiamo dalla base, che serve a tutto il resto. Una barca con due motori in linea d’asse ha due eliche, una per lato, distanti tra loro. Se spingi con una sola, spingi da un solo lato, e la barca ruota attorno a sé stessa.

Questo si traduce in due movimenti da conoscere a memoria.

Un motore solo, avanti

Se dai marcia avanti con un solo motore, la barca non va dritta: la prua va dall’altra parte. Il motore che spinge sposta la poppa da quel lato, e la prua gira nel verso opposto. È il modo più dolce per correggere di pochi gradi, senza tirare fuori il timone.

Uno avanti e uno indietro

È il movimento che dà il titolo al post. Metti un motore avanti e l’altro indietro: le due spinte non si sommano per far avanzare la barca, ma per farla ruotare. La barca gira sul posto, e la prua va dalla parte del motore che va indietro.

Perché in linea d’asse il timone in porto non serve?

La risposta è nell’acqua. Il timone lavora quando l’acqua ci scorre sopra: più la barca va veloce, più il timone governa. In porto la barca va pianissimo, o è ferma, e il timone riceve poca acqua. Intanto hai a disposizione due eliche che puoi comandare una per una, e che girano la barca anche da ferma.

C’è poi un secondo dettaglio. Con due motori in linea d’asse le eliche girano in senso opposto: una destrorsa e una sinistrorsa. Papà lo ha confermato nelle sue risposte: in linea d’asse è così, le eliche sono controrotanti. Questo significa che quando le metti entrambe in retromarcia, l’effetto che sposterebbe la poppa da un lato (lo scarto di cui parliamo nella puntata sull’ormeggio di poppa) si annulla: ciascuna elica tira la poppa dalla propria parte, e le due spinte si compensano. La poppa non scarta.

Come si fa l’ormeggio di poppa con due motori?

È la manovra in cui tutto questo diventa utile, e il post la raccontava passo per passo. L’idea di base: invece di lottare con la barca, la guidi con i motori, a colpi, con il timone fermo al centro.

  1. Prima di entrare. Parabordi pronti, cime pronte, trappa o ancora a portata di mano.
  2. Impostazione. Fermo davanti al posto, ma sopravento. Giri sul posto con i due motori (uno avanti e uno indietro) finché la poppa punta dentro il posto.
  3. Retromarcia a colpi. Tutti e due i motori, timone al centro. Le eliche girano in senso opposto: l’effetto si annulla.
  4. Per correggere. Un colpo indietro su un solo motore: la poppa va dall’altra parte.
  5. Col vento. Lo vediamo meglio qui sotto.
  6. L’arrivo. A un metro dalla banchina, passi le cime di poppa; poi metti in tensione la trappa a prua.
Vista dalla banchina: la poppa di una barca a motore che retrocede verso il posto, con i parabordi appesi fuori bordo sui lati, due mani con una cima pronta e una bitta in primo piano.
Parabordi e cime di poppa pronti prima di entrare: la manovra comincia da qui. Immagine generata con IA.

I passi sono gli stessi della puntata sull’ormeggio con un motore solo, e se vuoi vedere cosa succede quando di motore ne hai uno, trovi tutto nell’articolo sull’ormeggio di poppa. Con due motori la manovra è più semplice perché non devi più farti aiutare dallo scarto dell’elica: ce l’hai a disposizione con due leve in mano.

Cosa cambia col vento?

Il vento è la cosa che più spesso manda a monte una manovra fatta bene sulla carta, ed è per questo che il primo errore dell’elenco è «scordarsi il vento». Papà lo ha messo per iscritto in modo molto chiaro: «sopravento si sposta la prua più della poppa». Il vento in manovra prende prima la prua, poi la poppa. Questo ha una conseguenza utile: quando entri in un posto di poppa, la poppa è più riparata, perché è la prua a prendersi il vento per prima.

Per questo l’impostazione è sopravento: ti metti dalla parte da cui arriva il vento, e lo lasci spostare la barca nel verso in cui vuoi andare, invece di dover contrastarlo con i motori.

  • Col vento che spinge la prua da una parte, serve un colpo di correzione: nel post, col vento da dritta, destro indietro oppure sinistro avanti. Poi si va dritti in banchina.
  • Con poco vento puoi usare i colpi più leggeri, e ogni errore ti costa poco.
  • Con molto vento servono colpi più decisi: è l’unico caso in cui, nel post, diciamo che il gas deciso va bene.

Papà, nel disegno che ci ha mandato, descriveva proprio questa scena: la barca nel posto con la prua verso il vento, un motore avanti e uno indietro, e il consiglio di non esagerare: «ingrani a piccoli colpi».

E con l’elica di prua?

Le barche con l’elica di prua, o di prua e di poppa, hanno un aiuto in più: spostano di lato la prua (e la poppa) senza che tu debba far girare la barca. Papà dice che aiutano molto, soprattutto col vento.

Quali sono gli errori più comuni?

Tre, nel post. Li riprendiamo uno per uno perché ognuno nasconde un’abitudine.

1. Scordarsi il vento

Succede a chi ha imparato la manovra in una giornata senza vento. Con la barca ferma davanti al posto sembra che tutto torni, e poi il vento prende la prua e la porta dove non vuoi. Prima di mettere una marcia, guarda da dove arriva, e imposta la manovra di conseguenza.

2. Troppo gas

Se dai troppo gas, la barca avanza invece di girare. Le due spinte non si compensano più, e il movimento in avanti prevale sulla rotazione. Il gas deciso si usa solo col vento forte. In tutti gli altri casi, il motore sta al minimo e comanda la marcia.

3. Il timone girato

Con i motori la barca gira da sola; un timone lasciato girato la porta nell’altra direzione e disturba le due eliche. Rimettilo al centro prima di iniziare, e controllalo ogni tanto.

E con i piedi poppieri?

Tutto quello che abbiamo detto vale in linea d’asse. Con i piedi poppieri la regola cambia: il timone aiuta moltissimo. È una manovra a parte, e papà l’ha spiegato così: in manovra, con piede poppiero il timone è determinante, mentre con asse ed elica è ininfluente. Ne parliamo nella puntata sul piede poppiero e in quella sulla linea d’asse, per capire cosa distingue i due sistemi.

Il trucco di Nando: lavorare a impulsi

Il consiglio finale di papà è la frase che riassume tutta la manovra, ed è quella che si ricorda meglio.

«Lavora a impulsi. Innesti, conti due secondi, disinnesti: la barca continua a ruotare da sola.»

Il motivo è questo: la barca ha inerzia. Quando disinnesti la marcia, non si ferma subito: continua il movimento che le hai dato. Se tieni la marcia innestata troppo a lungo ti ritrovi a girare più del dovuto, e devi correggere. Un impulso alla volta ti dà il tempo di guardare e di decidere il passo successivo.

La lista da salvare

Prima di entrare in porto con due motori in linea d’asse.

  • Guarda il vento.Da dove arriva e quanto forte, prima di mettere una marcia.
  • Metti il timone al centro.E controllalo: un timone girato disturba le eliche.
  • Preparati.Parabordi, cime di poppa, trappa o ancora, già pronti.
  • Imposta sopravento.Fermo davanti al posto, poi giri finché la poppa punta dentro.
  • Lavora a impulsi.Innesti, conti due secondi, disinnesti. Gas deciso solo col vento forte.
  • Correggi con un motore solo.Un colpo indietro su un motore e la poppa va dall’altra parte.
  • A un metro dalla banchina,passa le cime di poppa e metti la trappa in tensione.

Fai uno screenshot della lista: è quella che usa Nando.

Ogni quanto

QuandoCosa
A ogni manovra in portovento, timone al centro, impulsi
Dopo la prima uscita della stagioneuna prova di giro sul posto, in uno specchio d’acqua libero
Dopo un cambio di barca o di motoririprova tutto con calma, perché ogni barca risponde a modo suo

Salvalo, e mandalo a chi ha due motori e ancora usa il timone in porto.

Volete l’ormeggio di fianco, in entrata e in uscita? Ne parleremo.

Domande frequenti

Con due motori il timone serve in porto?

In linea d’asse quasi mai: si manovra con i motori, a impulsi, con il timone al centro. Coi piedi poppieri è diverso: lì il timone aiuta moltissimo.

Come si gira la barca sul posto con due motori?

Uno avanti e uno indietro. La barca ruota sul posto e la prua va dalla parte del motore che va indietro.

Cosa succede se do un motore solo in avanti?

La barca non va dritta: la prua va dall’altra parte rispetto al motore che spinge. È utile per correggere di pochi gradi.

Perché la poppa non scarta in retromarcia con due motori?

Perché in linea d’asse le eliche sono controrotanti: girano in senso opposto e l’effetto laterale di una si annulla con quello dell’altra.

Come si manovra col vento?

Ci si mette sopravento, perché il vento prende prima la prua e la poppa resta più riparata, e si lavora a piccoli colpi. Il gas deciso si usa solo col vento forte.

Le altre puntate del Manuale di bordo

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