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Manuale di bordo N. 09SicurezzaManovre

Periodo dell’onda: perché conta più dell’altezza?


Un metro d’onda non è sempre un metro: mare lungo e mare corto, come leggere il periodo sul bollettino e cosa cambia per una barca a motore.

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Latitudine 40
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Una barca a motore su un mare con onde lunghe e basse, regolari, a grande distanza una dall’altra.
Mare lungo: una cresta ogni cento metri, la barca sale piano e scende piano. Immagine generata con IA.
In questo articolo 11 capitoli
  1. In breve
  2. Perché ne parliamo
  3. Qual è l’errore di leggere solo l’altezza?
  4. Cosa sono periodo, altezza e lunghezza d’onda?
  5. Mare lungo e mare corto
  6. Come si distinguono onda di vento e onda lunga?
  7. Come si legge il periodo sul bollettino?
  8. Nel nostro golfo, quale vento fa l’onda peggiore?
  9. Come cambia la navigazione di una barca a motore?
  10. La lista da salvare
  11. Domande frequenti

In breve

  • Un metro d’onda non è sempre un metro. Il bollettino può dare la stessa altezza due giorni di fila e la barca comportarsi in modo opposto: dipende dalla distanza tra un’onda e l’altra.
  • Con vento sopra l’onda il mare è corto: onde vicine, ripide, e la barca picchia. Senza vento il mare è lungo: è quello che resta dopo il cattivo tempo, e la barca sale e scende.
  • Sul bollettino cerca la riga del periodo, in secondi: sotto i cinque è onda di vento, mare corto; sopra gli otto è mare lungo.

Perché ne parliamo

Nel video di ottobre siamo partiti da una scena che a chi va in barca è capitata: due giorni con un metro d’onda, in uno torni a casa contento, nell’altro con la schiena rotta. E il bollettino diceva la stessa cosa. Il minuto del video bastava a dire l’idea e poco altro. Qui la apriamo tutta: cos’è il periodo, perché conta, come si legge, e che cosa cambia nel modo di condurre la barca.

Una precisazione di metodo, perché l’onestà conta. Il consiglio che sta alla base è di Nando: lui non guarda il periodo, guarda l’altezza e il vento. Il periodo in secondi è la conferma sul bollettino che aggiungiamo noi, non una cosa che lui dice. Lo teniamo separato.

Qual è l’errore di leggere solo l’altezza?

L’errore è guardare solo quanto è alta l’onda. Un metro, sul bollettino, è un numero solo. Ma un metro d’onda può essere due cose molto diverse, e il corpo di chi sta a bordo se ne accorge subito.

Pensa a una collina dolce e a un muro, entrambi alti un metro. Su una collina cammini e non ci fai caso. Contro il muro ti fermi. Il mare funziona così: conta l’altezza, ma conta quanto spazio c’è per salire e per scendere.

Cosa sono periodo, altezza e lunghezza d’onda?

Sono tre misure della stessa onda, e vanno insieme.

  • Altezza. Dalla gola alla cresta. Sul bollettino di solito è l’altezza significativa: la media del terzo più alto delle onde, che è un modo per dire «le onde più grosse che incontrerai di frequente», non la più alta in assoluto. Qualche onda sarà più grande.
  • Periodo. I secondi che passano tra una cresta e la successiva, vista da un punto fermo. Se stai a galla e conti i secondi tra una cresta e quella dopo, hai il periodo.
  • Lunghezza d’onda. La distanza in metri tra due creste. Periodo e lunghezza sono legati: in mare aperto, più è lungo il periodo, più è lunga l’onda, e cresce in fretta (con il quadrato del periodo).

Mare lungo e mare corto: che differenza fa?

Facciamo i conti con una barca di sette metri, quella del video.

Il mare lungo

Una cresta ogni cento metri. La barca, lunga sette metri, ci galleggia sopra: sale piano sul dorso dell’onda, scende piano dall’altra parte. Il movimento è ampio e lento, e la barca va.

Il mare corto

Una cresta ogni quindici metri. La barca non fa in tempo a scendere che è già sulla prossima. Le onde sono ripide, vicine, e lo scafo si pianta contro il fianco dell’onda successiva. Sono le botte: la barca picchia, l’equipaggio ne paga le conseguenze, e gli scafi e le attrezzature pure.

Una barca a motore su un mare corto, con onde ripide e ravvicinate e la prua che si pianta contro un’onda.
Mare corto: una cresta ogni quindici metri, la barca non fa in tempo a scendere che è già sulla prossima. Immagine generata con IA.

Stesso metro di onda. Una barca di sette metri che sull’onda lunga galleggia, su quella corta batte.

Come si distinguono onda di vento e onda lunga?

È il centro del consiglio di Nando, e si può vedere dal mare senza strumenti.

L’onda di vento: il mare corto

È l’onda che il vento sta facendo adesso, sopra il mare. È corta, ripida, disordinata, con la cresta che si rompe in schiuma. Si forma con il vento e cala quando il vento cala. Il periodo è basso, sotto i cinque secondi.

L’onda lunga: il mare lungo

È l’onda che è rimasta dopo il cattivo tempo, magari partita da lontano. Come dice Nando: «le onde lunghe si formano dopo un cattivo tempo e hanno assenza di vento». La barca ci sale e ci scende, e va. Il periodo è alto, sopra gli otto secondi.

Una nota onesta, perché la realtà è più sfumata: spesso hai le due cose insieme. Un’onda lunga di fondo, con sopra un’onda di vento corta che si sovrappone. Quando succede, è il caso più scomodo, ed è per questo che guardare solo uno dei due numeri inganna.

Come si legge il periodo sul bollettino?

Prima di uscire, sul bollettino c’è una riga che quasi nessuno legge: il periodo, in secondi. Spesso è scritto «periodo» o con la sigla della sua misura. Insieme all’altezza e alla direzione, completa il quadro.

  • Pochi secondi, sotto i cinque: onda di vento, mare corto.
  • Tanti, sopra gli otto: mare lungo.
  • In mezzo, tra cinque e otto, la situazione è intermedia: leggi anche il vento.

Le soglie sono quelle che usiamo come regola pratica; non sono leggi di natura. Una barca piccola le sente prima di una grande, un gommone prima di un cabinato.

Poi guarda tre cose in ordine:

  1. Il vento in zona, per capire se c’è mare di vento in arrivo.
  2. L’altezza, per capire quanto.
  3. Il periodo, per capire come.

Se l’altezza è la stessa di ieri ma il periodo è più basso, oggi il mare sarà più scomodo, non uguale.

Nel nostro golfo, quale vento fa l’onda peggiore?

Secondo Nando, nel Golfo di Napoli il più impegnativo è il libeccio. Poi grecale e maestrale forti. In alcune zone, lo scirocco.

La logica è quella dei venti dal largo: il libeccio arriva da sud-ovest, ha davanti il Tirreno e porta l’onda già formata. Se ti serve la rosa completa e il perché, la trovi qui.

Come cambia la navigazione di una barca a motore?

Qui entriamo nella parte di pratica. Non sono regole di Nando in senso stretto per ogni caso, ma sono consolidate e vanno d’accordo con quello che lui dice di trim e flaps.

La velocità

Con mare corto, la regola è scendere di velocità fino al minimo di planata: la velocità più bassa alla quale la barca continua a planare. È la soluzione tra la botta e la fatica. Andare piano fa meno botte; andare forte con mare corto significa battere con violenza, per te e per la barca. Con mare lungo, di solito si può mantenere un’andatura più regolare.

L’angolo con l’onda

  • Mare di prua. Si affronta con la prua bassa, per non prendere botte: per questo si usa il trim negativo e i flap abbassati. Spieghiamo come in Il trim e I flaps.
  • Mare di poppa. Si usa il trim positivo, per non infilare la prua nell’onda successiva, e mai i flaps in negativo.
  • Mare di traverso. Si raddrizza la barca con il flap sul lato opposto all’onda.

Un’andatura a zig-zag rispetto all’onda, cioè tagliarla con un angolo anziché affrontarla dritta, può rendere il mare corto più sopportabile. Dipende dalla barca e dal punto di arrivo: chiedi a chi conosce la tua.

La lista da salvare

  • Non fermarti all’altezza.Un metro lungo e un metro corto sono due giornate diverse.
  • Guarda se c’è vento sopra l’onda.Col vento è mare corto, senza vento è mare lungo.
  • Leggi la riga del periodo.Sotto i cinque secondi mare corto, sopra gli otto mare lungo.
  • Controlla il vento in zona e la sua direzione.Il libeccio è il più impegnativo nel golfo.
  • Con mare corto, riduci all’andatura minima di planata.Meno botte, meno stress per barca ed equipaggio.
  • Scegli l’angolo e l’assetto.Prua bassa con mare di prua, trim positivo con mare di poppa, flap opposto all’onda con mare di traverso.

Fai uno screenshot della lista: è quella che usa Nando.

Il Consiglio di Nando

Le onde lunghe si formano dopo un cattivo tempo e hanno assenza di vento.

Nando, per 35 anni ha gestito cantieri nautici

Il metro lo leggono tutti. Il vento sopra l’onda lo legge chi va in mare da trentacinque anni.

Domande frequenti

Cos’è il periodo dell’onda?

È il tempo, in secondi, che passa tra una cresta e la successiva. Più è lungo, più le onde sono distanziate e la barca ha tempo di salire e scendere.

Un’onda di un metro è sempre uguale?

No. Con vento sopra, un metro è mare corto: onde vicine, ripide, e la barca picchia. Senza vento è mare lungo: la barca sale e scende, e va.

Quale periodo è considerato mare corto?

Sul bollettino, sotto i cinque secondi è onda di vento, mare corto; sopra gli otto è mare lungo. Sono soglie pratiche, non regole assolute.

Che velocità tenere con mare corto?

Scendi fino al minimo di planata, cioè la velocità più bassa a cui la barca continua a planare. Fa meno botte e stressa meno barca ed equipaggio.

Qual è il vento che fa l’onda peggiore nel Golfo di Napoli?

Per Nando il più impegnativo è il libeccio. Poi grecale e maestrale forti e, in alcune zone, lo scirocco.

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