In questo articolo 11 capitoli
- In breve
- Perché ne parliamo
- Qual è l’errore di leggere solo l’altezza?
- Cosa sono periodo, altezza e lunghezza d’onda?
- Mare lungo e mare corto
- Come si distinguono onda di vento e onda lunga?
- Come si legge il periodo sul bollettino?
- Nel nostro golfo, quale vento fa l’onda peggiore?
- Come cambia la navigazione di una barca a motore?
- La lista da salvare
- Domande frequenti
In breve
- Un metro d’onda non è sempre un metro. Il bollettino può dare la stessa altezza due giorni di fila e la barca comportarsi in modo opposto: dipende dalla distanza tra un’onda e l’altra.
- Con vento sopra l’onda il mare è corto: onde vicine, ripide, e la barca picchia. Senza vento il mare è lungo: è quello che resta dopo il cattivo tempo, e la barca sale e scende.
- Sul bollettino cerca la riga del periodo, in secondi: sotto i cinque è onda di vento, mare corto; sopra gli otto è mare lungo.
Perché ne parliamo
Nel video di ottobre siamo partiti da una scena che a chi va in barca è capitata: due giorni con un metro d’onda, in uno torni a casa contento, nell’altro con la schiena rotta. E il bollettino diceva la stessa cosa. Il minuto del video bastava a dire l’idea e poco altro. Qui la apriamo tutta: cos’è il periodo, perché conta, come si legge, e che cosa cambia nel modo di condurre la barca.
Una precisazione di metodo, perché l’onestà conta. Il consiglio che sta alla base è di Nando: lui non guarda il periodo, guarda l’altezza e il vento. Il periodo in secondi è la conferma sul bollettino che aggiungiamo noi, non una cosa che lui dice. Lo teniamo separato.
Qual è l’errore di leggere solo l’altezza?
L’errore è guardare solo quanto è alta l’onda. Un metro, sul bollettino, è un numero solo. Ma un metro d’onda può essere due cose molto diverse, e il corpo di chi sta a bordo se ne accorge subito.
Pensa a una collina dolce e a un muro, entrambi alti un metro. Su una collina cammini e non ci fai caso. Contro il muro ti fermi. Il mare funziona così: conta l’altezza, ma conta quanto spazio c’è per salire e per scendere.
Cosa sono periodo, altezza e lunghezza d’onda?
Sono tre misure della stessa onda, e vanno insieme.
- Altezza. Dalla gola alla cresta. Sul bollettino di solito è l’altezza significativa: la media del terzo più alto delle onde, che è un modo per dire «le onde più grosse che incontrerai di frequente», non la più alta in assoluto. Qualche onda sarà più grande.
- Periodo. I secondi che passano tra una cresta e la successiva, vista da un punto fermo. Se stai a galla e conti i secondi tra una cresta e quella dopo, hai il periodo.
- Lunghezza d’onda. La distanza in metri tra due creste. Periodo e lunghezza sono legati: in mare aperto, più è lungo il periodo, più è lunga l’onda, e cresce in fretta (con il quadrato del periodo).
Mare lungo e mare corto: che differenza fa?
Facciamo i conti con una barca di sette metri, quella del video.
Il mare lungo
Una cresta ogni cento metri. La barca, lunga sette metri, ci galleggia sopra: sale piano sul dorso dell’onda, scende piano dall’altra parte. Il movimento è ampio e lento, e la barca va.
Il mare corto
Una cresta ogni quindici metri. La barca non fa in tempo a scendere che è già sulla prossima. Le onde sono ripide, vicine, e lo scafo si pianta contro il fianco dell’onda successiva. Sono le botte: la barca picchia, l’equipaggio ne paga le conseguenze, e gli scafi e le attrezzature pure.

Stesso metro di onda. Una barca di sette metri che sull’onda lunga galleggia, su quella corta batte.
Come si distinguono onda di vento e onda lunga?
È il centro del consiglio di Nando, e si può vedere dal mare senza strumenti.
L’onda di vento: il mare corto
È l’onda che il vento sta facendo adesso, sopra il mare. È corta, ripida, disordinata, con la cresta che si rompe in schiuma. Si forma con il vento e cala quando il vento cala. Il periodo è basso, sotto i cinque secondi.
L’onda lunga: il mare lungo
È l’onda che è rimasta dopo il cattivo tempo, magari partita da lontano. Come dice Nando: «le onde lunghe si formano dopo un cattivo tempo e hanno assenza di vento». La barca ci sale e ci scende, e va. Il periodo è alto, sopra gli otto secondi.
Una nota onesta, perché la realtà è più sfumata: spesso hai le due cose insieme. Un’onda lunga di fondo, con sopra un’onda di vento corta che si sovrappone. Quando succede, è il caso più scomodo, ed è per questo che guardare solo uno dei due numeri inganna.
Come si legge il periodo sul bollettino?
Prima di uscire, sul bollettino c’è una riga che quasi nessuno legge: il periodo, in secondi. Spesso è scritto «periodo» o con la sigla della sua misura. Insieme all’altezza e alla direzione, completa il quadro.
- Pochi secondi, sotto i cinque: onda di vento, mare corto.
- Tanti, sopra gli otto: mare lungo.
- In mezzo, tra cinque e otto, la situazione è intermedia: leggi anche il vento.
Le soglie sono quelle che usiamo come regola pratica; non sono leggi di natura. Una barca piccola le sente prima di una grande, un gommone prima di un cabinato.
Poi guarda tre cose in ordine:
- Il vento in zona, per capire se c’è mare di vento in arrivo.
- L’altezza, per capire quanto.
- Il periodo, per capire come.
Se l’altezza è la stessa di ieri ma il periodo è più basso, oggi il mare sarà più scomodo, non uguale.
Nel nostro golfo, quale vento fa l’onda peggiore?
Secondo Nando, nel Golfo di Napoli il più impegnativo è il libeccio. Poi grecale e maestrale forti. In alcune zone, lo scirocco.
La logica è quella dei venti dal largo: il libeccio arriva da sud-ovest, ha davanti il Tirreno e porta l’onda già formata. Se ti serve la rosa completa e il perché, la trovi qui.
Come cambia la navigazione di una barca a motore?
Qui entriamo nella parte di pratica. Non sono regole di Nando in senso stretto per ogni caso, ma sono consolidate e vanno d’accordo con quello che lui dice di trim e flaps.
La velocità
Con mare corto, la regola è scendere di velocità fino al minimo di planata: la velocità più bassa alla quale la barca continua a planare. È la soluzione tra la botta e la fatica. Andare piano fa meno botte; andare forte con mare corto significa battere con violenza, per te e per la barca. Con mare lungo, di solito si può mantenere un’andatura più regolare.
L’angolo con l’onda
- Mare di prua. Si affronta con la prua bassa, per non prendere botte: per questo si usa il trim negativo e i flap abbassati. Spieghiamo come in Il trim e I flaps.
- Mare di poppa. Si usa il trim positivo, per non infilare la prua nell’onda successiva, e mai i flaps in negativo.
- Mare di traverso. Si raddrizza la barca con il flap sul lato opposto all’onda.
Un’andatura a zig-zag rispetto all’onda, cioè tagliarla con un angolo anziché affrontarla dritta, può rendere il mare corto più sopportabile. Dipende dalla barca e dal punto di arrivo: chiedi a chi conosce la tua.
La lista da salvare
- Non fermarti all’altezza.Un metro lungo e un metro corto sono due giornate diverse.
- Guarda se c’è vento sopra l’onda.Col vento è mare corto, senza vento è mare lungo.
- Leggi la riga del periodo.Sotto i cinque secondi mare corto, sopra gli otto mare lungo.
- Controlla il vento in zona e la sua direzione.Il libeccio è il più impegnativo nel golfo.
- Con mare corto, riduci all’andatura minima di planata.Meno botte, meno stress per barca ed equipaggio.
- Scegli l’angolo e l’assetto.Prua bassa con mare di prua, trim positivo con mare di poppa, flap opposto all’onda con mare di traverso.
Fai uno screenshot della lista: è quella che usa Nando.
Il Consiglio di Nando
Le onde lunghe si formano dopo un cattivo tempo e hanno assenza di vento.
Il metro lo leggono tutti. Il vento sopra l’onda lo legge chi va in mare da trentacinque anni.
Domande frequenti
Cos’è il periodo dell’onda?
È il tempo, in secondi, che passa tra una cresta e la successiva. Più è lungo, più le onde sono distanziate e la barca ha tempo di salire e scendere.
Un’onda di un metro è sempre uguale?
No. Con vento sopra, un metro è mare corto: onde vicine, ripide, e la barca picchia. Senza vento è mare lungo: la barca sale e scende, e va.
Quale periodo è considerato mare corto?
Sul bollettino, sotto i cinque secondi è onda di vento, mare corto; sopra gli otto è mare lungo. Sono soglie pratiche, non regole assolute.
Che velocità tenere con mare corto?
Scendi fino al minimo di planata, cioè la velocità più bassa a cui la barca continua a planare. Fa meno botte e stressa meno barca ed equipaggio.
Qual è il vento che fa l’onda peggiore nel Golfo di Napoli?
Per Nando il più impegnativo è il libeccio. Poi grecale e maestrale forti e, in alcune zone, lo scirocco.
Le altre puntate del Manuale di bordo
- N. 08Ormeggio di poppa con la linea d’asse: come si entra in retromarcia?
- N. 07I venti del nostro mare: da dove soffiano e che mare fanno?
- N. 06A cosa servono i flaps della barca e come si usano?
- N. 05Trim della barca: come si regola in navigazione?
- N. 04Cosa ti dice la scia della barca su assetto e consumi?
- N. 03Macchie sul teak: come si tolgono senza rovinarlo?
- N. 02Due motori e niente timone: come si gira la barca sul posto?
- N. 01Quanta catena si cala all’ancora, e perché la tua ara?
- Dalla Sala macchineGirante: ogni quanto si cambia e come capisci che si sta rompendo?
